Il "Centro Studi" è formato da colleghi psicologi e medici uniti tra loro
da un solo vincolo culturale e di colleganza professionale, e -fatto determinante- non uniti da alcun aspetto associativo formalizzato. Quello che ci unisce sono solo "conoscenze" da condividere e un'Etica con cui utilizzarle.
Le
nostre aree di intervento sono:
-
Assistenza, Consulenza, Terapia
in corso di Mobbing Genitoriale;
-
Assistenza, Consulenza, Terapia in corso di c.d. Sindrome di Alienazione Genitoriale;
-
Partecipazione come Consulenti di Parte in corso
di
CTU per procedimenti di affido minori, problemi
di potestà genitoriale, procedimenti penali
emersi in corso di conflittualità da separazione e/o di Mobbing
Genitoriale;
-
Assistenza,
Consulenza, stesura di Pareri Pro Veritate
e/o consulenze Psichiatrico-Forensi e Medico
Legali in corso di: a)
problematiche con i Servizi Sociali (in
corso ad es. di "incontri protetti", "relazioni"
degli stessi ai TdM, ecc.); b)
procedimenti dei Tribunali dei Minori in tema di rapporti familiari
e/o esercizio della potestà genitoriale
-
Consulenze Medico-Legali in caso di Danno
Biologico da Malpratica Professionale dei
Servizi Sociali
e/o da Privazione dell'esercizio della Genitorialità
Dove trovarci: § - A Roma, in Piazza dei Re di Roma 3. Per appuntamento: 067017455 - 393.33.20.419 § - A Milano, in Via Cimarosa n 13- – tel./fax. 02.39400897 - cell.3472583764 § - A Reggio Emilia: via Che Guevara n 55 - tel. 347.2583764 Ricordiamo che il Centro e l'Osservatorio non offrono direttamente Consulenze Legali (siamo in collegamento con legali di nostra fiducia). CONSULTA ANCHE IL NOSTRO BLOG (CLICCA QUA) E IL NOSTRO CANALE SU YOU TUBE (CLICCA QUA)
Nel
2002 una donna e un uomo, genitori di due minori, decidono di
separarsi avanzando al Tribunale di Roma reciproche richieste di
addebito. Nel
procedimento si inserisce, con un ricorso, anche il nonno paterno
dichiarando non solo la propria disponibilità ad ottenere in
affidamento i due nipoti, ma nello stesso tempo, chiedendo una
precisa regolamentazione degli incontri futuri con i minori.
A cura del Centro Studi Separazioni e Affido Minori, è stato costituito -con sedi a Roma, Milano, Reggio Emilia- l'Osservatorio Permanente contro gli Abusi Peritali in campo psico-forense.
Il dr. dr Gianmaria Benedetti è medico, neuropsichiatra infantile, psichiatra, psicoterapeuta- Iscritto all'Ordine dei Medici di Firenze, e all'Albo degli Psicoterapeuti dello stesso Ordine, esercita a FIRENZE, al Servizio di Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, come Dirigente Medico primo livello. Svolge attività professionale Intramoenia ed è CTU del Tribunale di Firenze. In questo articolo, pubblicato sul Portale di neuropsichiatria infantile, psichiatria e psicoterapia da lui diretto (clicca qui per vederlo) , affronta un tema emergente in molte famiglie di provenienza culturale diversa da quella in cui si sono inserite (nello specifico, in territorio italiano). In questi casi, non è ormai difficile scorgere l'emergere, anche esplisivo, di una nuova forma di disagio e scompenso adolescenziale, che l'Autore, per similitudine dichiarata con la Sindrome di Alienazione Genitoriale, chiama Sindrome di Alienazione Culturale.
Aslam Mahmood, la madre di Almas la ragazzina pakistana rapita a Fano e di cui tratta il caso affrontato dal dr. G. Benedetti. Ora il padre della ragazza, Akatar Mahmood, tuttora agli arresti domiciliari, è stato condannato dal gip di Pesaro a due anni e quattro mesi di reclusione mentre la madre, Nabeela Aslam, ha avuto due anni ma la pena è stata sospesa.
Su Psychomedia.it, nell'Area "Disagio Familiare, Separazione e Affido dei Minori" è comparso un nuovo articolo sulla Alienazione Genitoriale, che si aggiunge ai già presenti sul tema in detta area (clicca qui per andare all'Area in questione).
L'articolo, del quale vi diamo qui le prime sette pagine, si intitola "LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE PROBLEMATICHE SEPARATIVE"
"LA SINDROME DI ALIENAZIONE GENITORIALE E LE PROBLEMATICHE SEPARATIVE"
-Gaetano GIORDANO
Medico-chirurgo,specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, Psicoterapeuta,Presidente del Centro Studi Separazioni e Affido Minori
-Vittorio VEZZETTI
Medico-chirurgo,specialista in Pediatria, ResponsabileScientifico dell'Associazione Nazionale Familiaristi Italiani, Responsabile Scientifico dell'Associazione ADIANTUM.
La Sindrome di Alienazione Genitoriale (Parental Alienation Syndrome oPas) viene definita da colui che la individuò come una sindrome(cioe’ una associazione di segni e sintomi). Una sindrome di cui,in fondo, si era avuta da sempre la più che impalpabile percezione specie, ma non solo, nelle cause di affidamento.
Fu nel 1985 che Richard Gardner-1-, neuropsichiatra infantile e psicanalista statunitense (FOTO) la categorizzò formalmente.
La tragedia dei piccoli Sara e Davide Galoppo, uccisi dal proprio padre Saverio nel corso di una violenta conflittualità coniugale per il "possesso" dei bambini, e sviluppatasi nell'ambito di un episodio ben preciso e identificabile (si era nell'agosto 2003), aprì una riflessione che fu condensata in un importante articolo, a tutt'oggi citato in molti siti e tesi di laurea, scritto da G. Giordano.
Il meccanismo perverso che avvicina il genitore “alienante” all'adulto pedofilo e abusante è la seduzione del bambino, portato a desiderare qualcosa di innaturale per potersi sentire “grande” e “accettato” dal genitore alienante.
Il nuovo libro di Paolo Mombelli, psichiatra e psicologo-analista:
“Il sentiero delle acque dolci- autobiografia di un’individuazione maschile”
INTRODUZIONE
Nella vita di ciascuno di noi è utile, prima o poi, fermarsi a riflettere. Recuperare i ricordi alla memoria, restituire una direzione e un senso ai propri anni trascorsi.
Rivedere il dolore per trarne forza, riprendere tra le mani le gioie per goderne un attimo ancora e poi lasciarle volare via. La vita dona perché è essa stessa un dono colmo di novità e di sorprese, gradevoli e non. Nella vita di ciascuno di noi è utile, prima o poi, fermarsi a riflettere. Retrospettiva che mette a posto le cose, comprende, giustifica. A favore di una prospettiva, quello che verrà, il futuro.Per impedire che il tempo, lasciato senza uno sguardo, riproduca se stesso in una circolarità perversa di eterno ritorno all’identico.
Carl Gustav Jung, psichiatra e psicanalista svizzero e grande viaggiatore e studioso dei miti, dei riti e dei simboli dei popoli, raccontò che nei villaggi dei nativi americani del popolo Pueblos, ogni giorno, per l’intera durata della luce, un giovane guerriero seduto sulla roccia più alta guardava il sole. Facevano a turno, gli occhi non reggono a lungo la vista della stella, quando ci è così prossima. Incuriosito da tale comportamento, lo scienziato ne chiese al capo di un villaggio il motivo e la finalità. Il capo rispose che il sole sorge, ci illumina e ci riscalda, consente la vita sulla Terra, ma ha bisogno che noi glielo chiediamo. Il sole sorge tutti i giorni, e crea l’alba, perché sa che un uomo lo attende. E tramonta con la nostalgia di tornare il giorno dopo, perché non vuole deludere l’attesa di quell’uomo.
Mi sono arrampicato sulla roccia alta, quella che consente il panorama morbido. Non ho mai perso di vista la mia vita, affinchè la mia vita non perdesse di vista me.
Questo libro è la storia degli sguardi tra me e la mia vita. Forse, però, se leggete tra le righe, chiudete gli occhi e provate a sentire, può essere anche un tratto della strada di ciascuno di voi. In fondo gli uomini sono molto più simili tra loro di quanto siano diversi.