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venerd́ 12 ottobre 2007
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Bambini troppo ansiosi

Paura per il terrorismo, per il riscaldamento globale e per il futuro: i piccoli di oggi non sono spensierati

LONDRA - «Godi fanciullo mio, stagion lieta e soave è cotesta» scriveva Giacomo Leopardi nel Sabato del villaggio, indicando nella giovinezza e nell’infanzia gli unici periodi della vita nei quali la gioia poteva albergare nell’animo umano.

LO STUDIO - Purtroppo, secondo uno studio inglese di recente pubblicazione, non è proprio così. Infatti tra i ragazzini di età compresa tra i sette e gli undici anni sembra che tra i sentimenti regnino sovrani quelli più negativi e più adatti a un adulto. Ansia pervasiva, stress e paura del mondo che li aspetta sono solo alcuni degli stati d’animo più frequenti nei giovanissimi britannici. Lo studio basato su di un campione di 700 individui, composto da bimbi, genitori e insegnanti, ha portato in superficie timori di ogni genere: il terrorismo, il riscaldamento globale e tanta paura per gli esami futuri. I risultati della ricerca dell’università di Cambridge convergono con i dati comparsi su un report dell’Unicef che situava il Regno Unito all’ultimo posto del benessere infantile nel mondo sviluppato. Un altro studio sociale rivela che tra i dieci e i quindici anni il 95 per cento dei giovani inglesi ha commesso almeno un reato.

GLI SBAGLI DEI GENITORI - I genitori pretendono figli studiosi, pagano le loro ripetizioni già prima degli undici anni, ne influenzano le scelte scolastiche, forse prestando più attenzione alle proprie frustrazioni che ai desideri e alle inclinazioni dei figli. I ragazzini, soprattutto quelli che vivono in città, hanno paura di uscire dalla scuola e finire in mezzo a una società violenta e senza rispetto, mentre i loro genitori temono molto di più gli incidenti stradali. Ma non e tutto così drammatico, per fortuna, perché i ricercatori di Cambridge si sono accorti anche del fatto che nelle scuole al cui interno i docenti parlano dei problemi che spaventano i giovanissimi, la situazione è molto più tranquilla e gli alunni più sereni. A dimostrazione che i tabù e i silenzi non sono mai serviti a granché e che anche se l’infanzia e la gioventù sono un periodo bellissimo della vita quasi mai si tratta di una fase esente da paure. Come ricorda il direttore della ricerca inglese, il Professor Robin Alexander: «Ogni generazione ha i propri incubi e problemi con i quali confrontarsi».

Emanuela Di Pasqua

12 ottobre 2007

http://www.italysoft.com/news/corriere-della-sera.html


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