Ora Esatta

Menu principale

Home
Documentazione
Notizie
News fino agosto 2009
Utility

Login Form

Utilizzare quest'area per farsi riconoscere dal sistema





Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
  • JoomlaWorks AJAX Header Rotator
Home arrow Documentazione arrow Moda: Uomo o Donna?
Moda: Uomo o Donna? PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 1
ScarsoOttimo 
marted́ 09 ottobre 2007
 moda.jpg

Uomo o donna?
di Simone Marchetti
Per il nuovo inverno, le sfilate lanciano una provocazione: nel futuro
non ci sarànno più differenze di genere

Bisex, travestitismo, eterosessuali vestiti da omosessuali,
metrosexual, donne mascoline e uomini effemminati: lasciate tutto al passato. Oggi
la moda getta le basi di un nuovo discorso: l'indifferenza dei sessi.
Ovvero: gli abiti non devono vestire i sessi, ma gli individui.
Indipendentemente dal loro genere. Guardate bene le foto delle sfilate
autunno/inverno: tagliandole a metà, si distingue difficilmente l'uomo dalla
donna. Il fatto è piuttosto rilevante per almeno tre motivi. Il primo è
che la discussione sociologica sull'argomento si schiera sul fronte
opposto: in Francia, per esempio, un editore progressista come Flammarion
ha da poco stampato il saggio "La confusion des sexes" di Michel
Schneider. Nel libro si rimpiange un mondo tradizionale diviso in bianco e
nero tra maschi e femmine, ricordando come le differenze di genere
(biologiche, anatomiche e culturali) siano imprescindibili.

In secondo luogo, è strano vedere come l'Italia, culla della tendenza
"no sex", sia invece, nella politica, lontana anni luce da questa
posizione. La terza questione, invece, è una conferma: il noto professor
Umberto Veronesi ha da poco ipotizzato un futuro biologicamente bisessuale
per l'intera umanità. Ma per chi, come noi, legge nella moda alcuni
segni dei tempi che verranno, l'argomento è ghiotto proprio perché
controverso. Occorre però muoversi con cautela, per non fare, nel balzo dal
particolare al generale, un salto nel vuoto. Innanzitutto bisogna
ricordare i precursori di questo pensiero: Hedi Slimane e Miuccia Prada. Il
primo, ex direttore creativo di Dior Homme, ha "sverginato" la divisa
maschile da ufficio rendendola un'armatura postmoderna, adatta a uomini e
donne. La seconda ha da sempre ingaggiato una guerra senza quartiere
alla moda di genere, tanto che, sulla passerella della linea Miu Miu, fa
già sfilare uomini e donne insieme in un unicum stilistico che ha come
punto di riferimento l'abito più che il sesso. Il discorso è comunque
generale nel settore: chiunque si avvicini per caso a una passerella di
moda non può far a meno di notare le modelle diafane come statue di
ermafroditi e i modelli scialbi come adolescenti ambigui.

Ma dove sono finite le donne-tuttecurve e gli uomini-tutti-muscoli?
Solo nei reality e nelle pubblicità delle palestre? A dire il vero, stanno
sparendo anche dai baluardi della tivù popolare: non a caso i serial
più seguiti ("Six Feet Under", "Nip&Tuck", "Heroes" e "Ugly Betty" tra
gli altri) sono serbatoi di nuovi caratteri che non si basano sulle
classiche differenze di sesso, ma piuttosto su sfumature e soluzioni sempre
più articolate. Una possibile risposta a questa tendenza, viene da
Glenn O'Brien, storico columnist di "Vanity Fair": secondo il giornalista,
questa indifferenza sessuale altro non è che "una reazione alla
mascolinità estremizzata... un antidoto alla folle cultura della guerra". Sì,
perché questi cardigan cammello che somigliano ai twin set ma sono
maschili, o questi abiti di schiuma colorata, che ricordano le tute da
snowboard ma sono femminili, sembrano armistizi o terre di pace dove
ambientare serenamente la propria diversità. Una pagina bianca su cui
provare a (ri)scrivere, iniziando dagli abiti, la storia dei sessi e delle
relazioni che verranno. Senza rifugiarsi nelle categorie del passato.

(Pubblicato il 08 ottobre 2007)
http://seidimoda.repubblica.it/dettaglio/uomo-o-donna/23501

Raccomanda questo articolo...

 
< Prec.   Pros. >
Centro Studi Separazioni e Affido Minori