|
|
Home News fino agosto 2009 Il ritorno del maschio
|
giovedě 08 maggio 2008 |
Dal
Blog dei Maschi Selvatici
Il
ritorno del maschio
di
A. Ermini
March
26, 2007
C’è,
sembra, un rinnovato interesse per il maschio e per la sua identità.
Non solo a livello antropologico o psicanalitico. Gli studiosi, cito
per tutti, in Italia, Claudio Risè, hanno intuito l’importanza
della questione molto prima che entrasse nella discussione
quotidiana, hanno aperto una strada su cui si stanno avventurando in
tutto l’Occidente anche non specialisti con pamphlet che riscuotono
successi di vendita clamorosi. E’ di pochi giorni fa l’uscita nel
nostro paese de "L’uomo
maschio” di Eric Zemmour, di cui ci siamo già occupati in
www.maschiselvatici.it nella rubrica “Libri, cinema, musica”.
L’ultimissima segnalazione la offre Il Foglio del 24 marzo 2007,
che recensisce un libro edito in Inghilterra, ma ora anche in Italia
da Mondadori , dal titolo “Il pericoloso libro delle cose da veri
uomini”. Naturalmente, e basta il titolo per capire il perché,
è stato molto criticato, ma ha venduto oltre un milione (si,
proprio un 1.000.000) di copie. Il libro si rivolge ai ragazzi, e
spiega loro alcune cose semplici. Un vero uomo deve, cito a caso:
saper giocare a poker e a scacchi, conoscere almeno le battaglie più
famose, sapere cosa è un circuito elettrico, considerare come
non disdicevole sparare a un coniglio con la carabina e poi
cucinarlo, conoscere le regole del pugilato, poter far parte, udite
udite, di una “società segreta”, portare con se una
quantità di oggetti utili a tante cose, in primis aiutare
qualche ragazza in difficoltà. Già perché per un
vero uomo le ragazze sono importanti, almeno quanto, ci dice il
libro, la prossima Coppa dei Campioni vinta ai rigori. Insomma un
ritorno alla classicità, mille miglia lontano dalla
“correttezza” degli schemi concettuali e degli stili di vita
proposti e imposti negli ultimi decenni dalla cultura dominante. Un
mondo- è la chiusa del pezzo- meraviglioso dove le femmine
leggono Jane Austen mentre i maschi addestrano i cani: solo un libro
per ragazzi poteva contenere un’idea tanto sovversiva.
E’
proprio così, ed è questo il punto. Oggi è
sovversivo ciò che per millenni è stato scontato, che
esistano cioè “cose da maschi” e “cose da femmine”.
Roba che il trionfante progressismo sembrava aver spazzato via per
sempre, ma che, inopinatamente, torna alla ribalta in barba anche
alle “raccomandazioni” del presidente Napolitano.
E
c’è da credere che quel milione di copie del libro sia stato
acquistato non solo da maschi che finalmente si sentono di nuovo
“liberi” di dire cose che dentro di sé sanno da sempre, ma
anche da mamme e donne stufe di avere accanto delle copie malriuscite
di loro stesse.
In
effetti la “rivoluzione” degli ultimi decenni , fatta in nome
della libertà e del rifiuto di ogni stereotipo, ha omologato i
generi in superficie, lasciando una scia di incertezza e
insoddisfazione nel profondo. Le donne non amano il maschio
femminilizzato. Qualche volta lo dicono. Sempre lo dimostrano,
lasciandolo a piedi. Dal canto loro i maschi hanno paura delle
femmine mascolinizzate e scappano, oppure se ne disinteressano, con
ottime ragioni.
Entrambi
stanno male con se stessi e con l’altro/a e sono convinto che
Zemmour, nel libro citato, abbia ragione quando scrive che di fronte
ad un ritorno di una maschilità forte le donne opporrebbero
meno resistenza di quel che si crede. La storia e la cultura non
nascono mai sul nulla o per caso, e con il tempo reclamano i loro
diritti
Raccomanda questo articolo... |
|
|