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Ritrovate in Francia le sorelline contese sparite: non volevano tornare dalla madre in Calabria PDF Stampa E-mail
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giovedě 16 ottobre 2008

Ritrovate in Francia le sorelline contese sparite:

non volevano tornare dalla madre in Calabria


ROMA (16 ottobre) - Sono state ritrovate sane e salve Sophie e Valerie, le sorelle di 11 e 13 anni di Reims, in Francia, scomparse il 6 ottobre scorso perché volevano restare con il padre e non tornare, come aveva stabilito il giudice, con la madre italiana in Calabria. Le ragazzine si sono presentate stamattina all'entrata della loro scuola, «poco dopo un'operazione di polizia nelle case di tutti i membri della loro famiglia nella zona», come ha riferito il procuratore della Repubblica di Reims, Madeleine Simoncello.


La scomparsa. I genitori di Sophie e Valerie stanno divorziando e si stanno disputando l'affidamento delle figlie. Queste avevavo deciso di vivere col padre in Francia ma, in seguito, il giudice aveva stabilito che devono stare con la madre, a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro. Le ragazze, però, non hanno accettato la decisione e il 6 ottobre sono scomparse, lasciando una lettera al padre nella quale scrivevano di «non aver fiducia nella legge francese», e che «avrebbero preferito morire piuttosto che tornare in Italia». Finché stamattina si sono presentate a scuola «come niente fosse, con le loro cartelle, alle 8.10», ha raccontato il preside della scuola media Marise Bastie, Dany Alary, che, dopo averle viste, ha avvertito la polizia.


«La prima cosa che voglio fare è abbracciarle forte - ha detto Renaldo Gualtieri, il padre -. Vado in commissariato per rivederle. Cominciavo ad avere molta paura di quello che avrebbero potuto fare. Adesso mi sento sollevato».


«É la fine di un incubo»: sono state queste le prime parole di Katia Navigante, la mamma, che era stata in Francia la scorsa settimana per dare il proprio contributo alle ricerche di Sophie e Valerie. «Mi sto organizzando e partirò appena possibile per raggiungerle. Nel mio cuore - ha detto - sentivo che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Ancora non le ho sentite al telefono ma conto di farlo in giornata. Non sappiamo dove siano state in questi dieci giorni. Mi ha chiamato la polizia francese per dirmi che stanno bene e che sono con loro».

Tratto da Il Messaggero.it

(Clicca qui per leggere l'articolo sul sito d'origine)


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