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Il 10% dei bambini italiani non PDF Stampa E-mail
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mercoledì 21 novembre 2007
dubbi_paternita.jpg


Il 10% dei bambini italiani non è figlio del papà presunto


Papà 'segreto' per un bimbo italiano su dieci che, magari senza
saperlo, è figlio di un uomo diverso dal presunto padre. A 'censire' questo
esercito di 'illegittimi' spesso inconsapevoli è Bruno Dallapiccola,
genetista dell'università

La Sapienza di Roma e direttore dell'Istituto Mendel, che dedica al
tema un capitolo della seconda edizione di 'Genetica Medica essenziale'
(libro che uscirà a fine mese, edito da Minotauro).

"Dalle nostre stime - dice l'esperto - emerge, infatti, che in Italia
fino al 10% dei bebè nati ogni anno ha un papà differente da quello
presunto. Un dato frutto di osservazioni e ricerche nazionali, confermato
anche a livello europeo. E che storicamente ha visto picchi pari al 20%
nel nostro Paese". In particolare, nel pieno della grande migrazione da
Sud a Nord "in alcune regioni meridionali - prosegue Dallapiccola -
sono state registrate punte eclatanti di nascite illegittime, legate ad
aspetti sociali rilevanti. Dobbiamo pensare a donne lasciate sole per
anni, a difficoltà economiche, a famiglie divise.

Oggi, invece - aggiunge - le mille occasioni di incontro, il fatto che
molto spesso i componenti di una coppia si trovino a lavorare in città
diverse e la facilità nei rapporti sociali 'giocano' a favore del
fenomeno". Così se in alcune regioni l'incidenza di bebè con padri 'segreti
è "pari al 5%, in altre come Lombardia e Lazio si arriva facilmente al
10% e più.

Una risposta ai sospetti arriva dai test di paternità - sottolinea il
genetista - in forte crescita nel nostro Paese". Il Dna non mente e, in
caso, può confermare i sospetti. "Secondo la mia personale esperienza -
dice Dallapiccola - a chiederli sono due-tre volte di più gli uomini.
Anche se non mancano donne che hanno avuto rapporti ravvicinati con più
partner e dunque vogliono essere certe della paternità del figlio". Il
genetista, comunque, è contrario ad esaudire la richiesta di conoscere
il papa' del bebè quando quest'ultimo e' ancora in utero. "Anche le
Linee guida di genetica recentemente approvate raccomandano di non
eseguire questo esame in simili circostanze". Ma chi si reca nei centri
specializzati per chiedere un test di paternità? "Nel caso in cui non sia la
mamma a farlo - precisa Dallapiccola - si tratta di tre tipologie
diverse: a volte è il padre presunto, che ha avuto dei sospetti e può
prelevare senza difficoltà campioni biologici all'insaputa della compagna".
Un sistema che Dallapiccola condanna.

"C'è poi l'uomo che, in accordo con la mamma del bambino, avanza la
richiesta di accertarne la paternità. Ma la domanda può arrivare anche in
via ufficiale attraverso i legali della famiglia". Il risultato finale
è sicuro. Ma nonostante la grande crescita del ricorso ai test, il
numero degli esami eseguiti ogni anno in Italia non è certo paragonabile a
quello dei bebè figli - secondo le stime - di 'papà segreti'. "In
alcuni casi - conclude - questi bambini finiscono per non scoprire mai di
avere un padre biologico diverso".

GENETICA: 30% DI CHI CHIEDE TEST SCOPRE DI NON ESSERE PADRE
Quasi un uomo su tre tra chi chiede il test del Dna mosso dal forte
dubbio di essere padre del figlio della propria partner scopre che
veramente non e' il padre del bambino. E' quanto dimostrato in un'indagine
mondiale diretta da Kermyt Anderson della University of Oklahoma e del
Center for Applied Social Research pubblicata sulla rivista Current
Anthropology.

E in questo gruppo le percentuali di coloro che non sono i veri padri
sono le stesse in tutti i paesi studiati, 67 in tutto in diversi
continenti. Pero' una quota notevole degli uomini che dubitano fortemente
della propria paternita' e chiedono il test del Dna (il 70 per cento del
totale dei dubbiosi) in realta' sbagliano e sono veramente i padri del
figlio della propria partner. Oggi, complice anche la rapida possibilita'
di eseguire il test che alcuni produttori permettono di acquistare
anche su internet, si moltiplicano gli uomini che, piu' o meno insicuri
della propria paternita', decidono di sottoporre il bambino e se stessi
al test del confronto del Dna.

Finora pero' mancava uno studio su vasta scala per capire veramente il
fenomeno che ha implicazioni dirette anche sulla crescita del bambino,
perche' in genere la scoperta della non paternita' biologica puo'
incrinare il rapporto tra i partner e rendere il padre non biologico meno
incline a provvedere al figlio. Gli esperti hanno quindi studiato quanto
i risultati veri dei test di paternita' corrispondessero a quelli
attesi dagli uomini in due gruppi di maschi: coloro che hanno fatto il test
pur essendo sicurissimi di essere padri del bambino e coloro che invece
lo hanno eseguito in quanto nutrivano forti dubbi a riguardo. Nel
primo caso, e c'era d'aspettarselo, i risultati dei test corrispondono al
98% a quanto gli uomini si aspettavano di trovare, ossia di essere
veramente i padri biologici. Invece quando a fare il test sono stati uomini
in dubbio della propria paternita' e' risultato che il 30% di loro,
ovvero quasi uno su tre, non era poi effettivamente il padre biologico del
bambino. Il restante 70% degli uomini invece apprendeva dal test di
essere veramente padre del bambino, nonostante avesse fortemente dubitato
di cio'.

I ricercatori concludono dunque sottolineando che per quanto le false
paternita' siano una quota da non trascurare, (il 30% di chi fa il test
mosso da dubbi), una buona quota di questi uomini dubbiosi in realta'
e' solo malfidata nei confronti della partner, salvo poi scoprire di
aver torto. Dalle indagini a campione che normalmente si fanno nei
laboratori di diagnosi genetica e molecolare di tutto il mondo risulta che dal
5 al 10% dei figli siano illegittimi, ha spiegato Bruno Dalla Piccola,
genetista medico dell'Istituto Mendel dell'Universita' "La Sapienza di
Roma; il dato reso noto in questo studio e' un'informazione piu'
dettagliata e relativa solo a quegli uomini che dubitano della propria
paternita' ma in realta' non aggiunge praticamente nulla al quadro generale
del fenomeno. ''E' vero che ci sono anche mariti ossessionati dal
niente e che magari chiedono di eseguire il test pieni di dubbi in realta'
infondati - ha aggiunto Dalla Piccola - ma questo studio non ci da'
informazioni in piu' per capire le dinamiche della coppia legate a queste
problematiche''. L'importante, ha concluso il genetista, e' che questi
test siano eseguiti secondo la buona pratica clinica e cioe' di comune
accordo tra i due partner. (ANSA).

Fonte: ansa.it

Tratto da TRADIMENTO.NET (clicca qua per leggere l'articolo sul sito
d'origine) http://tradimento.net/figli_adulterini.htm

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