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Violenza sfocia quasi in omicidio coinvolta una famiglia rumena PDF Stampa E-mail
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giovedě 30 luglio 2009
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E' successo a Comiso
Violenza sfocia quasi in omicidio coinvolta una famiglia rumena    
di Sergio Randazzo    
Mercoledì 29 Luglio 2009 - 11:58 
Comiso - Ancora una brutta storia di violenza domestica che rischiava di concludersi con un omicidio. Succede a Comiso in una famiglia di rumeni. Tutto comincia dalle numerose lamentele che una ragazza ha rivolto al fratello per le continue aggressioni del marito 25enne, anch’egli rumeno. Il fratello, incontrato il cognato per chiedergli di tenere un comportamento poco aggressivo nei confronti della sorella, in un primo momento pare avesse ottenuto garanzie per il futuro. Così non è stato.

E lo scorso 12 luglio il marito della ragazza rumena organizza una vera e propria spedizione punitiva a Pedalino nell’abitazione del cognato, facendosi aiutare da altre tre persone. Alle 2 del pomeriggio l’azione punitiva sfocia in tutta la sua violenza. I quattro aggrediscono il povero malcapitato con calci e pugni. Uno di loro esce una forbice e tenta di colpirlo al petto, riuscendoci in parte, procurando, alla vittima, solo ferite giudicate guaribili in pochi giorni. Sono state le urla della lite a richiamare l’attenzione dei vicini che sono accorsi a verificare cosa stesse accadendo. All’arrivo dei vicini i quattro sono saliti in auto fuggendo di gran corsa.

Intervenuta anche la pattuglia della volante del commissariato di Comiso, gli agenti, sentite le testimonianze sono riusciti a risalire all’identità di due dei quattro aggressori tutti rumeni. Per uno di loro è scattata la denuncia per tentato omicidio aggravato e favoreggiamento in concorso. Il secondo rumeno, di cui ancora non si conosce la reale identità, è stato denunciato per lesioni aggravate in concorso, mentre il marito della ragazza è stato denunciato per lesioni aggravate, favoreggiamento e concorso in favoreggiamento. Il quarto rumeno non è stato ancora identificato.
 


Tratto da Il Giornale Di Ragusa.
(Clicca qui per leggere l'articolo sul sito d'origine)

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