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Malattie veneree, sifilide triplicata dopo lo stop all'obbligo di leva PDF Stampa E-mail
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giovedě 03 aprile 2008
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Malattie veneree, sifilide triplicata

dopo lo stop all'obbligo di leva


MILANO (29 marzo) - Boom di malattie veneree tra i giovani italiani dopo l'abolizione dell'obbligo di leva. Dal 2000 al 2005 l'incidenza della sifilide è triplicata, la gonorrea è cresciuta del 33,3%, con un aumento dei problemi sessuali e di fertilità. Il nuovo allarme arriva da uno studio del Centro Artes di Torino che ha elaborato i dati ufficiali di Sia, Oms e Università Cattolica di Roma.


«Già nel 2000 - ricordano gli esperti dal Centro Artes - i giovani avevano smesso di presenziare all'appuntamento col medico. Un tempo il servizio militare offriva ai ragazzi l'occasione di sottoporsi a una visita andrologica completa, per far luce su eventuali disturbi sessuali. Oggi l'appuntamento con l'andrologo viene, invece, evitato, per pigrizia e disinformazione».


Sondaggio. Da un sondaggio condotto dall'università La Sapienza di Roma, è emerso che per il 31% dei giovani la sifilide è una malattia che colpiva marinai e scrittori nell'800. E per il 42% la gonorrea non è altro che un tipo di colite. Sull'Aids le cose vanno un po' meglio, anche se il 4% del campione diceva che colpisce solo gli omosessuali.


Risultato. Secondo le stime dell'Oms, le malattie sessualmente trasmissibili contagiano, ogni anno, 333 milioni di giovani in tutto il mondo, di cui almeno 111 milioni under 25. Per tasso di fertilità, l'Italia si colloca all'ultimo posto tra i Paesi europei: ogni anno 60 mila coppie hanno difficoltà di concepimento.

Circa la metà dei casi di infertilità e sterilità è riconducibile a una patologia maschile: circa il 10% degli uomini soffrire di problemi di erezione. Ultimo dato: i maschi che producono un numero insufficiente di spermatozoi sono passati anni dal 5% al 20% della popolazione.


L'esperto. «Mentre le ragazze sono più abituate a recarsi dal ginecologo - riflette Alessandro Di Gregorio, a capo dell'èquipe del centro torinese - per il maschio c'è una certa reticenza a recarsi dal dottore per problemi legati all'apparato sessuale, dati i pregiudizi per cui l'infertilità è un problema esclusivamente femminile. Dei problemi intimi - conclude - gli italiani non parlano con il medico si affidano piuttosto ai consigli di amici e conoscenti».

Tratto da Il Messaggero.it

(Clicca qui per leggere l'articolo sul sito d'origine)


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