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Vantaggi del latte materno |
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venerd́ 04 luglio 2008 |
Vantaggi del latte materno
Ultimo aggiornamento 21/10/05
Uno studio di Lancet è stato dedicato all’inaccettabile problema degli alti tassi di mortalità infantile nei paesi in via di sviluppo. In queste aree la maggior parte delle morti è imputabile a cause prevedibili come diarrea o polmonite. E’ stato valutato che se l’allattamento al seno fosse praticato dal 90 per cento delle madri e mantenuto fino all’undicesimo mese di età, la mortalità infantile potrebbe essere ridotta del 13 per cento a livello mondiale. Attualmente le percentuali di neonati che possono godere per un tempo così lungo dell’alimentazione per esclusiva via materna, sono ampiamente al di sotto del 90 per cento. Questo studio ha messo a confronto gli effetti di due campagne informative pensate per promuovere l’allattamento al seno nell’area del Brasile Nord Orientale.
Lo studio
La ricerca ha avuto luogo nell’area della città di Palmares che comprende anche tre città minori ed è situata nell’interno dello stato di Pernambuco, nel Brasile Nord Orientale. La popolazione che risiede in questa zona si occupa principalmente di coltivazione della canna da zucchero. La povertà è uno stato molto diffuso e l’analfabetismo è una caratteristica del 26 per cento delle donne adulte. Lo studio ha avuto luogo tra il marzo e l’agosto 2001 ed ha riguardato 350 madri. Le prima delle due campagne di informazione si è basata su incontri tenuti esclusivamente in ambiente ospedaliero subito dopo la nascita dei bambini. La seconda ha fatto seguire alle indicazioni impartite in ospedale, una serie di 10 appuntamenti a domicilio.
Ognuno dei due gruppi era composto da 175 madri. I dati sono stati raccolti per la prima volta durante la permanenza in ospedale. Le rilevazioni successive sono state effettuate dopo 10, 30, 60, 90, 120, 150 e 180 giorni dal parto. Un campione di studio composto da 318 madri, è stato analizzato per sei mesi e secondo gli stessi parametri usati nel periodo di studio, dal gennaio all’agosto 1998.
Risultati
Tra le 350 madri iscritte nella coorte di studio si sono registrate 14 defezioni all’interno del primo gruppo in conseguenza della morte di un neonato ed in seguito al trasferimento in un’altra zona del Brasile per quanto riguarda 13 madri. Nel secondo gruppo ci sono stati 6 abbandoni a causa di trasferimenti (n=5), e alla scoperta tardiva di una malformazione (n=1).
La restante parte di campione ha completato il follow-up a sei mesi. Le condizioni sociali e abitative delle famiglie prese in esame erano cattive. Più della metà del campione viveva sotto la soglia di povertà, potendo contare su un salario mensile di circa 50 dollari americani. Un terzo delle abitazioni non poteva contare su servizi igienici adeguati.
I primi quattro appuntamenti, nel primo mese, sono stati rispettati nel 99,6 per cento dei casi, i restanti nell’82,6 per cento. L’effetto delle due campagne è stato opposto. I tentativi di convincere la madri ad utilizzare a lungo l’allattamento al seno in modo esclusivo hanno avuto successo (70 per cento) solo fino a quando le madri sono state ricoverate in ospedale. Dopo appena 10 giorni, infatti, la percentuale era crollata al 30 per cento per scendere fino al cinque per cento a fine sperimentazione. Al contrario, le donne seguite anche a domicilio hanno fatto registrare l’uso dell’esclusiva alimentazione al seno in 70 casi su 100 in prima giornata, in 65 casi su 100 dopo un mese, 40 dopo 90 giorni e 25 a dopo sei mesi.
Commento
Le iniziative per la promozione dell’allattamento al seno a lungo termine hanno lo scopo di diminuire gli elevatissimi tassi di mortalità infantile registrati nei paesi in via di sviluppo. La comparazione di due strategie di diffusione di questa abitudine ha permesso di dimostrare come in assenza di un’opera di convincimento presso le abitazioni della madri, le percentuali di bambin
(Sonia Bechara Coutinho. Comparison of the effect of two systems for the promotion of exclusive breastfeeding. Lancet 2005; 366: 1094–1100)
Tratto da DOCTORNEWS - Dica33
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