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venerd́ 26 settembre 2008
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Perché farsi l’amante
    Luigi Mastronardi

    A volte si vive un rapporto sentimentale chiuso ed opprimente.

    La ripetitività e la noia impediscono qualunque slancio creativo. Lentamente subentra una pericolosa mancanza di comunicazione, che spegne entusiasmi e fantasie. E questo quando non vi è anche violenza fisica e psicologica.

    Il parere dello psicologo naturalmente è quello di meditare bene ed a lungo sull'opportunità di continuare la relazione e, nel caso non sia possibile per i motivi più disparati, giungere ad una decisione risolutiva.

    Ecco che allora può farsi strada e trovare legittimità l'ipotesi di un rapporto parallelo ed alternativo.


    Questa soluzione rimane pur sempre una situazione sulfurea e corrosiva, ma apre le porte alla fantasia, alle emozioni lancinanti, ad un rivivere "a palla" vecchi sentimenti e nuovi desideri, a sentirsi ringiovanire, a lanciarsi fuori dai legacci di un rapporto asfissiante e degenerativo.


    Si è visto infatti che chi si trova a vivere questa nuova dimensione, tende a ripotenziare il suo sistema immunitario e di conseguenza a sconfiggere oltrechè ansie, apatie e depressioni, anche una pericolosa tendenza verso il malessere e la malattia.


    Io personalmente da oltre 26 anni mi occupo di psicoterapia ( dinamica breve ) applicata anche a forme tumorali, ed ho notato che a volte, individuata bene la causa psicosomatica dell' affezione ( sono un ostinato ed irriducibile assertore della genesi psicologica dello star male ) se casualmente o volutamente il corso dell'analisi si incrocia con l'esplosione di un nuovo amore, e quindi con la riscoperta di tutto il corredo emozionale esposto prima, ecco che tutto questo gioca a favore del successo della psicoterapia ( e quindi anche delle altre terapie in atto ).


    Rimane purtuttavia materia incandescente, che dovrebbe essere trattata con enorme cautela ed attenzione, e considerata al pari di un rimedio farmacologico con le sue controindicazioni, effetti collaterali �e reazioni avverse.

    Ma "farmacon" non vuol dire veleno in greco antico? E qualunque medicina, come detto, non fa più male che bene? E allora?


    Allora tiriamo le somme:


    - L'adulterio può essere utile perché scatena un uragano di emozioni che fanno terremotare una stanca o disperata situazione di coppia.

    - Queste emozioni possono essere incanalate verso una maggiore e migliore comprensione del proprio status.

    - Possono portare uno scossone "creativo" che può rivelarsi produttivo anche nella vita lavorativa

    - Possono potenziare il proprio sistema immunitario e quindi costituire una nuova risorsa per la propria salute.

    - Possono risvegliare una sessualità sopita, con tutte le piacevoli ed interessanti conseguenze del caso.


    Di contro osserviamo che potrebbero:


    - Scatenare sensi di colpa verso l'abituale partner

    - Generare altra ansia ed inquietudine

    - Portare, in caso di scoperta, ad un feroce inasprimento dei rapporti con il vecchio partner.

    - Ingarbugliare maggiormente la propria situazione di coppia.


    Pertanto sulla base di quanto detto, consideriamo che chi si accosta a questo tipo di avventura ( è il caso di dirlo ), deve conoscere nei minimi particolari ogni possibile pericolo; ed il segreto consiste proprio nel rimanere sempre possibilmente lucidi e padroni del contesto.


    In caso contrario, quando non ricorrano questi presupposti e delimitazioni, si consiglia vivamente di astenersi e di risolvere in altra maniera, più meditata e tranquilla ma parimenti determinata, i propri problemi.


Tratto da PsicologiaOnline.net

(Clicca qui per leggere l'articolo sul sito d'origine)


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