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LE ULTIME DEL SITO

Lotta allo stalking: con queste premesse PDF Stampa E-mail
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mercoledì 20 maggio 2009







Esser tempestati di telefonate, ricevere di continuo sms, esser aspettati sotto casa, minacciati, insultati, perseguitati anche via email e anche sul luogo di lavoro...

...un'esperienza orribile, un vero incubo.

Non poter mai vedere i propri figli, non sapere dove sono, che fanno, se sono all'esterop, se li si rivedrà ancora una volta, se stanno male, a che scuola verranno iscritti, se hanno bisogno di aiuto o medicine... e magari stare in galera per accuse ignobili e infondate. Per calunnie, cui potrebbero aver collaborato legali e periti di dubbia deontologia. 

Qual è la violenza peggiore?

Quella dello stalking, o quella che ti nega - fino alla galera per calunnie - di fare il genitore?

 Non crediamo sia possibile fare una graduatoria del genere.

Sono entrambi due esperienze orribili.

Eppure mentre da più parti si mettono in atto fierissimi provvedimenti contro lo stalking, da decenni si è permesso che migliaia e migliaia di genitori subissero la tortura di vedere i rapporti con i propri figli tormentati dalle vendette altrui, tra cui è inclusa spesso la calunnia, e questo in barba a ogni possibile sentenza giudiziaria.

E senza che nessuno pagasse.

Espressa in questi termini, la lotta contro lo stalking è una terribile ipocrisia.

Perché è tempo di combattere quella violentissima e disumana forma di stalking che è il mobbing genitoriale, cioè l'estromissione e l'impedimento, a fini di vendetta, a partecipare alla vita dei propri figli. 

 







 



Pensate che questo sia l'unico caso del genere?

Sapete quanti sono i padri che per vendetta da parte dell'ex moglie non vedono mai o non vedono in modo significativo e accettabile i propri figli?

Decine e decine e decine di migliaia







La perseguita su Facebook 22enne arrestato per stalking

DA BOLOGNA UTILIZZAVA UN SOFTWARE DI LOCALIZZAZIONE SATELLITARE PERSPIARLA

MassimoLugli

Ilgiovane fermato sotto casa della ragazza

Oltrealle minacce era riuscito a rubare l´identità della ventenne sulsocial network 

Un´amicizia"virtuale" che si è trasformata in stalking, un incubo dimail, sms, telefonate sempre più insistenti, aggressive e minaccioseper una studentessa di 26 anni. L´epilogo è arrivato ieri mattinaquando i carabinieri del capitano Raffaele Gesmundo, comandante dellacompagnia di Monterotondo, hanno arrestato un ragazzo bolognese di 20anni, R. L., che era arrivato in treno per incontrare la giovanedonna ma ha trovato, ad aspettarlo, un paio di manette. Il fermo èstato convalidato dal magistrato di Tivoli: il ventenne è gliarresti domiciliari. Un incontro on line su "Travian", ungioco in cui si costruisce, virtualmente, un villaggio e proseguitosu Facebook, dove i due ragazzi hanno cominciato a scambiarsi mail masenza mai andare oltre (almeno per la studentessa) il livello dellasimpatia. Il giovane, però, è diventato sempre più invadente finoalla volgarità e, quando la ragazza ha smesso di rispondere, èriuscito a "rubare" la sua identità. A questo punto ilgioco si è trasformato in una trappola. Messaggi al cellulare,telefonate di minacce e villanie, insulti anche ai genitori dellastudentessa. Tramite "Google Earth" il ventenne halocalizzato l´abitazione della vittima e più di una volta l´hachiamata per annunciarle in modo minaccioso: «Sono sotto casa tua»descrivendole minuziosamente il palazzo e i dintorni. «Appena scenditi violento» era un´altra frase ricorrente e la studentessa, ormaiterrorizzata, si è praticamente chiusa in casa per sfuggire algiovane stalker. Alla fine di marzo, la ventiseienne e i suoigenitori sono andati dai carabinieri per firmare un esposto ma ilragazzo bolognese non ha smesso di tormentarli. Due giorni fa, ilventenne ha deciso di passare ai fatti: ha preso il treno all´alba,è sceso alla stazione Tiburtina e ha proseguito fino a Monterotondo.Poi arrivato sotto casa della ragazza, le ha telefonato per l´ultimavolta: «Sono qui sotto, scendi». Pochi minuti più tardi è statoarrestato e davanti ai militari, è crollato: «Ho perso la testa,non lo farò mai più». Il giudice, secondo la nuova legge sullostalking, gli ha proibito di contattare la sua vittima in qualunquemodo. Resta da vedere se il provvedimento funzionerà o il cellularedella ragazza riprenderà a squillare tra pochi giorni.

(05aprile 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/la-perseguita-su-facebook-22enne-arrestato-per-stalking/2077418










LAPOLIZIA METTE FINE A SEI ANNI DI VIOLENZE E PERSECUZIONI

Botteal figlio disabile e alla moglie

ecuadorianoarrestato per stalking

StefanoOrigone

Quandola compagna lo ha lasciato, l´uomo ha cominciato ad assillarla contelefonate e appostamenti

 

Quelfiglio di 4 anni con gravi problemi psichici doveva guarirlo a tuttii costi. Non con l´aiuto di uno specialista e dei servizi sociali,ma con le botte, le cinghiate, gli insulti e le minacce. E quando lamoglie si è ribellata e lo ha lasciato, lui ha perso la testa: l´haviolentata, ha cominciato a perseguitarla sul luogo di lavoro, conassillanti telefonate ha trasformato la sua vita in un inferno. Unabrutta storia a cui ha messo la parola fine il nucleo investigativodel commissariato Cornigliano, che ha arrestato a Sampierdarena unoperaio ecuadoriano di 45 anni: per lui le accuse sono di violenzasessuale e stalking nei confronti della moglie di 27 anni emaltrattamenti in famiglia.

Tuttocomincia nel 2003, quando la coppia si sposa e nasce il primo figlioche ora ha 7 anni. L´uomo non ha un lavoro stabile e questaprecarietà lo trasforma. Diventa aggressivo, trascorre le giornatefuori casa. La sua vita non ha più punti di riferimento e lafamiglia pesa. L´arrivo del secondo figlio, disabile, peggiora lasituazione. Per l´uomo il bambino è un fardello. Non accetta quelgrave ritardo mentale e si convince che l´unica "medicina"per guarirlo sia la violenza. Tra lui è la moglie si crea un muro.La donna, dipendente di un´impresa di pulizie, si allontana sempredi più. Lui pensa che lo stia tradendo e una sera, al terminedell´ennesima lite, la stupra davanti ai bambini. Scatta unadenuncia, lei lo lascia, e il caso finisce sul tavolo della squadrainvestigativa diretta dal sostituto commissario Fabio Occhi. Poco apoco gli inquirenti riescono ad aprire uno squarcio in una vicendainquietante. La vittima racconta che il marito pensando che avesse unamante a febbraio comincia a seguirla sul posto di lavoro neltentativo di coglierla sul fatto. Lei cambia orari, ma attraverso icolleghi si fa dire quando la può trovare. Vuole parlarle, rimetterele cose al posto. Non è vero: è solo un piano per poterlaperseguitare. Si apposta sotto casa, suona il citofono giorno enotte. Ce n´è abbastanza per fare scattare le manette per violenzasessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking, dall´inglese farela posta, braccare, il reato inserito nel nostro ordinamento con unnuovo articolo del codice penale: 612 bis (sono previste pene fino asei anni). La richiesta di custodia cautelare viene fatta dal pmStefano Puppo e accolta dal gip Adriana Petri.

(30aprile 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/botte-al-figlio-disabile-e-alla-moglie-ecuadoriano-arrestato-per-stalking/2080727









BLOCCATOFUORI DA UN BAR MENTRE TENTAVA DI PICCHIARE L´ULTIMA VITTIMA

Perseguitavale ex, in cella finto avvocato

EmilioRandacio

 

Ossessionatodalle ex. Minaccioso quando le sue richieste non venivano esaudite,violento di fronte a un rifiuto.

Eccol´identikit del persecutore che sabato scorso è finito in manettecon l´accusa di stalking, sorpreso mentre rincorreva fuori da un bardi via Washington l´ultima sua vittima. Trentasette anni, originariodella Calabria, l´uomo è stato arrestato grazie alla denuncia diuna signora di 42 anni, con la quale aveva intrecciato una relazionenel marzo dello scorso anno. Si erano conosciuti casualmente mentreerano in coda a un autolavaggio. Da allora, la donna non aveva avutopiù tregua. Separata, madre di un figlio maggiorenne, si era resaconto dopo poche settimane che R.L., che si spacciava per avvocatosenza averne titolo e nemmeno una qualsiasi professione, era un veroe proprio psicopatico. Almeno è questo il quadro che emerge dallecarte dell´indagine svolta dagli agenti commissariato diLorenteggio.

Giàdenunciato in passato da altre due ex, R.L. è stato bloccato inflagranza mentre tentava di minacciare la quarantaduenne. All´ultimoappuntamento in un bar l´uomo è stato attirato con la scusa dellarestituzione di un prestito di alcune migliaia di euro. Secondo ilracconto della polizia, l´uomo avrebbe chiesto alla vittima unrapporto sessuale in cambio del denaro. La donna lo avrebbe colpitocon uno schiaffo e una volta in strada sarebbe stata aggredita apugni: a quel punto gli agenti sono intervenuti e l´hanno arrestato.Contro di lui pendeva già una richiesta d´arresto della procura chenon era ancora stata firmata dal gip. A ottobre era stato denunciatola prima volta per minacce. Aveva cercato la quarantaduenne,minacciandola con una pistola scacciacani, ultimo di una serie digravi episodi: R.L. in precedenza le aveva estorto denaro, l´avevaminacciata altelefono e di persona, si era presentato a casa sua aqualsiasi ora e l´aveva picchiava. La donna ha diversi refertimedici in cui si attestano ferite guaribili tra i cinque e i diecigiorni.

(22aprile 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/perseguitava-le-ex-in-cella-finto-avvocato/2079410









MOLESTIE,IN CARCERE ANCHE IL ROMANO CHE MINACCIAVA DI MORTE IL FIGLIO DELLA EX

Icarabinieri arrestano due stalker

LuigiSpezia

Nellacapitale bloccato anche un ragazzo bolognese che tormentava unacoetanea

 

Duemolestatori arrestati, due storie parallele e inverse. La prima è diun romano che molestava una bolognese, l´altra è di un bologneseche molestava una ragazza romana. Sono altri risultati della svoltache la nuova legge ha impresso nel contrasto al fenomeno dellostalking, per anni senza rimedio. La prima delle due storie è giàstata raccontata sulle cronache bolognesi. Un caso di stalkingtalmente grave che la misura imposta nei confronti di un uomo diRoma, C.B., 46 anni, cioè la residenza coatta nella capitale perimpedirgli contatti con la sua ex fidanzata bolognese di 40 anni, nonè stata sufficiente. Le molestie sono continuate e così sonoentrati in azione i carabinieri della stazione di Porta Lame, chehanno arrestato il molestatore irrefrenabile ieri a Roma. Una vicendache durava da mesi, con episodi di continuo disturbo fatto di sms,telefonate, scritte pornografiche nelle toilette delle stazioni diservizio accompagnate dal numero di cellulare della vittima. Lostalker romano era arrivato perfino a deturpare la tomba del fratellodella donna e a minacciare di morte il figlio di lei, cosicchè lei èstata costretta anche a mandare il figlio fuori città. Il secondostalker arrestato è molto più giovane del primo, ha vent´anni. Lavittima, una ragazza coetanea di Monterotondo, in provincia di Roma,lo aveva conosciuto su Facebook, ma un´amicizia nata online pergioco si è ben presto trasformata in un incubo. I carabinieri diRoma hanno arrestato R.L., residente a Bologna, ieri mattina. Imilitari lo hanno bloccato di fronte alla abitazione della ragazza:giunto in treno da Bologna, lo stalker si era appostato sotto casanel tentativo di incontrarla. La vittima, che già in passato avevapresentato un esposto, si è accorta della mossa e ha subitoallertato l´Arma. R.L., espertissimo di informatica, da alcunesettimane aveva cominciato ad inviare alla ragazza mail ed sms semprepiù insistenti e deliranti. Da qualche giorno la tempestava anchecon telefonate di minacce: il molestatore le diceva di essere sottocasa e, utilizzando un software di localizzazione satellitare,descriveva particolari architettonici della casa per risultarecredibile.

(05aprile 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/i-carabinieri-arrestano-due-stalker/2077403









STALKING,L´UOMO AVEVA COMPRATO UNA PISTOLA PER UCCIDERE LA EX

"Grazieper l´arresto, mi avete salvato"

MassimoPisa

Lui38 anni, lei 47 con una figlia di 16

"Saròla tua ombra, ti torturerò, tra di noi non finirà mai"

 

Lui,alla fine, ha ringraziato gli agenti che gli stavano mettendo lemanette: «Non so come sarebbe finita». E lei, dopo due anni diminacce, telefonate, inseguimenti, urla in pubblico e sotto casa,pesanti allusioni sulla figlia di 16 anni nata da una precedenterelazione, ha ritrovato la libertà dall´ex compagno e dalla suaossessione violenta. Da quell´uomo che - come aveva già messo piùvolte a verbale con polizia e carabinieri - «mi segue ovunque, si fatrovare sotto casa e incomincia a citofonare incessantemente. Misegue nei posti di lavoro, in strada quando faccio le commissioni, inqualche occasione ha provato a spaccarmi la macchina, altre volte siè limitato a sputarci sopra». E ancora: «La sua presenza causa inme e mia figlia ansia e agitazione. È diventato per me comeun´ombra, non riesco a fargli capire che la nostra relazionesentimentale è finita, che se ne deve fare una ragione. Non sono piùpadrona della mia vita». Tanto che un mese fa la vittima si erarivolta alle psicologhe del centro psicosociale di zona Bovisa per unaiuto.

Èuna storia esemplare di stalking quella interrotta dagli agenti delcommissariato Greco-Turro, guidati dal vicequestore aggiunto ManfrediFava. Il persecutore, Ivan Domenico Malvone, un 38enne di Bollateresidente in zona Niguarda e incensurato, è stato arrestato loscorso mercoledì dopo l´ultima scenata di gelosia: pedinata fin sulposto di lavoro, Clara (nome di fantasia), 47 anni, era stataraggiunta sotto casa e si era barricata in auto. «Sarò la tua ombra- le aveva berciato contro l´ex compagno, mollato nel 2007 dopo unanno di convivenza - tra di noi non finirà mai. Ti seguiròovunque». Malvone aveva seguito la donna fin sull´uscio, tirandoinfine due sassate alla porta di casa. L´ultimo grano di un rosariodi denunce che va indietro fino a Natale 2007, quando Malvone avevaapostrofato la donna («Ti do fuoco») prima di schiaffeggiarla.Ancora il 3 marzo scorso Clara aveva chiamato il 113: fuori, sulpianerottolo, il suo ex stava tempestando la porta di pugni, urlando:«Ho comprato la pistola per ammazzarti». Il giorno dopo se lo eraritrovato al lavoro: «Te la fai col portinaio, eh?». Inseguita finoa un vicino bar, Clara era stata minacciata con una stecca dabiliardo strappata dalle mani di un avventore: «Vuoi vedere come tiammazzo e vado in galera? Ho deciso di torturarti per sempre finchénon ottengo quello che voglio. E devi darmi mille euro per tutte ledenunce che mi hai fatto». L´arresto di Malvone è statoconvalidato dal gip Giuseppe Vanore su richiesta del pm PieroBasilone. L´uomo è ora a San Vittore.

(05aprile 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/grazie-per-l-arresto-mi-avete-salvato/2077397









APPENAUSCITO DI PRIGIONE, È ANDATO A CERCARE LA DONNA TERRORIZZATA FIN SULPOSTO DI LAVORO

Ilcliente è il suo persecutore da anni i carabinieri lo arrestano nelfast-food

SandroDe Riccardis e Massimo Pisa

Scopertosempre ieri un altro caso di stalking su una 25enne, pedinata emalmenata

 

Duestalker presi in flagrante, nel giorno in cui il ministro per la Pariopportunità Carfagna annuncia la creazione di una task force deicarabinieri contro i persecutori. Dopo mesi e mesi di molestietelefoniche, appostamenti, violenze fisiche e psicologiche, unaromena di 40 anni, al lavoro in un fast-food in piazza Lima, si èritrovata davanti come cliente, l´uomo che da quasi un anno laperseguita. Marcel F., anche lui romeno, 34 anni, con il quale avevaavuto una relazione la scorsa estate, ha ordinato una birra, poi leha sussurrato qualcosa a bassa voce. La donna è fuggita nellecucine, terrorizzata, e ha chiamato il marito da cui si era separatalo scorso maggio e ha chiesto di avvertire la polizia. Gli agentihanno arrestato il romeno, grazie alla nuova legge sullo stalking. Il34enne, infatti, nonostante le ripetute denunce, era stato giàdenunciato più volte la donna, anche per una violenza sessuale eminacce verso il figlio di 5 anni. Da maggio l´uomo aggredivasistematicamente la donna: per la violenza, il romeno era statodiversi mesi a San Vittore. Fino allo scorso 14 marzo, quando uscitodi prigione aveva ripreso a perseguitare la donna.

Neglistessi minuti, ad Affori, i carabinieri mettevano fine a due mesi diminacce, schiaffi e pedinamenti ai danni di un´impiegata 25enne, chenel pomeriggio si era decisa a denunciare l´ex fidanzatoaccompagnata da alcuni familiari. Un racconto lungo quattro ore,confermato da decine di testimoni, al termine del quale la giovane èstata riaccompagnata a casa. Qui i carabinieri hanno trovato l´uomo,un 40enne impiegato milanese, divorziato e con due figli adolescenti,che nonostante la presenza dei militari ha cominciato a urlare:«Infame, mi stai rovinando! T´ammazzo!». Immediate le manette.

(20marzo 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/il-cliente-e-il-suo-persecutore-da-anni-i-carabinieri-lo-arrestano-nel-fast-food/2075267









Stalking,tormenta una donna

anchedavanti ai poliziotti

MassimoLugli

 

Hacontinuato a tormentare la sua vittima perfino al commissariato:decine e decine di messaggi deliranti inviati mentre la donnasporgeva denuncia contro di lui, l´uomo che era diventato il suopeggiore incubo da oltre due anni. Una nuova storia di stalkingambientata al Prenestino e conclusa con una denuncia per il reatoprevisto dal decreto legge sulla sicurezza del febbraio scorso. Ilvicequestore Antonio Franco ha anche chiesto al magistrato le misureche dovranno impedire all´uomo di avvicinarsi e contattare la suavittima. Cinquanta messaggi "d´amore" al giorno,incursioni improvvise a casa e in un ufficio, minacce, promesse,blandizie. Questo il calvario di C.R., 51 anni, una bella donna daicapelli biondi tagliati corti e dall´ansia stampata sul viso. Lui,F.B., 57 anni, pensionato, era un amico d´infanzia. I due si eranoincontrati di nuovo agli inizi del 2008 e la donna, che si trovava inun momento di difficoltà economica, aveva chiesto al pensionato unprestito di 45 mila euro. L´uomo glielo aveva concesso volentierima, da quel momento, non le aveva più dato tregua. L´11 marzoscorso, ormai stremata, C.R. ha chiamato la polizia che ha trovato lo"stalker" appostato in macchina sotto casa della donna. Maperfino al commissariato il pensionato ha continuato a inviare smsalla donna e ha seguitato a farlo due giorni dopo, quando è statonuovamente fermato. E sul fronte dello stalking una notiziainquietante: secondo una ricerca dell´osservatorio nazionale sulfenomeno, solo il 17 per cento dei giovani denuncerebbe questo tipodi molestie.

(18marzo 2009)







http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/stalking-tormenta-una-donna-anche-davanti-ai-poliziotti/2074764






Perseguital´ex fidanzata,

primoarresto per stalking

(s.o.)

 

Primoarresto per "stalking" a Genova. Finisce un incubo duratomesi, fatto di insulti, minacce, molestie, aggressioni sotto casa.Email e sms a fiumi, a tutte le ore, pedinamenti per sfiancare econvincere l´ex fidanzata a riprendere la relazione. Paola, 22 anni,di San Fruttuoso, fino a sabato sera alle undici era una delle tantedonne vittime di quello che psicologi e criminologi chiamano"stalking» (dall´inglese fare la posta, braccare). Amezzanotte si è liberata di un incubo perché ha avuto il coraggiodi querelare l´ex fidanzato, che in passato le aveva rotto anche unbraccio. Luca, 23 anni, di Staglieno, è finito in manette per unreato appena inserito nel nostro ordinamento con un nuovo articolodel codice penale: il 612 bis (sono previste pene fino a sei anni).Ma c´è di più. Quando ha saputo che era stato querelato, ilragazzo se l´è presa anche con la polizia che lo teneva fermo,"colpevole" di aver dato a Paola il coraggio per fare quelpasso, ed è stato denunciato per resistenza. La tormentava da mesi ein piazza Dante, mentre scendeva dall´auto, Paola (i nomi deiprotagonisti sono di fantasia per la privacy) se l´è trovatodavanti. L´ha afferrata per un braccio, ha tentato di obbligarla atornare con lui. Ma lei, approfittando di un suo momento didistrazione, si è barricata in macchina e ha chiamato il 113. Nelgiro di pochi minuti è arrivata una volante dell´Ufficioprevenzione generale della Questura. L´uomo, intanto, si eranascosto sotto i portici della Banca Carige, sperando che la sua excome aveva fatto tante altre volte, si accontentasse dell´interventodelle forze dell´ordine per allontanarlo. Ma quando ha visto chepartiva in macchina per seguire la polizia in Questura performalizzare la denuncia, è uscito allo scoperto, bloccando lavettura. Ha riprovato a parlarle, ma quando ha capito che ormai Paolanon voleva più cambiare idea, ha perso il controllo e l´haminacciata davanti agli agenti.

(09marzo 2009)

Tornaindietro

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/perseguita-l-ex-fidanzata-primo-arresto-per-stalking/2072448











RUBALE FOTO DAL PC DI UNA RAGAZZA E MINACCIA DI METTERLE SUI SITI PORNO

Stalkingsul web, indagato 36enne

RoryCappelli

L´abilehacker rischia di essere processato

Laconosce in una chat, si introduce nel suo computer, le ruba le foto,la perseguita, la minaccia e la ricatta. Tutto on-line. Lei, TamaraD. M., 24 anni, lo denuncia alla polizia postale. E ora Renato S., unuomo di 36 anni che vive ancora con i genitori e che passa molte oreal giorno sui servizi di messaggeria istantanea, rischia di finiresotto processo. Tutto è iniziato nel marzo del 2007: Tamara con ilnick (soprannome) "Xenia" sta chattando con amici su Msn.D´un tratto la contatta "Renixo": inizia uno scambio dimessaggi. Poi Renixo le dice di essere in possesso di sue immaginicompromettenti. Xenia in un primo momento pensa a uno scherzo. Ma poilui, il fantomatico Renixo, prende a mostrarle immagini on-line: sonofotografie riservate, personali, che si trovano sul computer dellaragazza e che lì, in un luogo ritenuto privato, avrebbero dovutorimanere. Renixo ne mostra una dietro l´altra: poi inizia ilricatto. «Se non fai quello che ti dico io, le metto in rete. Sututti i siti porno che riesco a trovare». Xenia si spaventa. Staccala comunicazione. Porta il computer in un centro assistenza, svuotail disco rigido e lo fa riformattare. Dopo qualche giorno torna inrete. E non appena accede su messanger, eccolo di nuovo. Renixo. Chericomincia a minacciarla. «Tutti i siti porno del mondo avranno letue immagini» le dice. E le dice anche: «Io so chi sei». Tamara sispaventa. E si decide: va alla polizia postale e lo denuncia.Iniziano le indagini. Gli investigatori chiedono alla Microsoft idati telefonici di chi si nasconde dietro il nick "Renixo"e risalgono al numero di Renato S. Scoprono che ha 36 anni, che viveancora con i genitori, che passa ore e ore al giorno in rete. Acondurre le indagini il pm Piero Saviotti, che interroga l´uomo.Renato conferma che sì, Renixo è lui: e che è vero, passa molteore al computer. E che, ancora, chissà, ha contattato quellaragazza, quella Xenia. Come decine di altre, però. Nega di averlamai molestata, nega di averle rubato le immagini del computer, negadi sapere chi ci fosse dietro il nickname "Xenia". «Non èdetto che si arrivi al dibattimento» ha poi puntualizzato l´avvocatoGianluca Arrighi che, insieme alla collega Emanuela Santarellidifende Renato S.. «Agli atti, infatti, non ci sono prove che il mioassistito abbia commesso ciò di cui quella ragazza lo accusa. Cheabbia scaricato le immagini della ragazza o altri file». E conclude:«L´intera vicenda si concluderà in una bolla di sapone».


http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/stalking-sul-web-indagato-36enne/2065489









LEINSIDIE DI INTERNET

«Pornovendetta»,la vittima denuncia l’ex

(c.p.)

Prefiguratoanche il reato di «stalking» per le molestie continue «Non hasopportato di essere stato lasciato»

L’avvocatodella donna: abbiamo le prove è stato lui a diffondere le mail aluci rosse.

 

BOLZANO.La denuncia è pronta e sarà depositata martedì mattina. Così, ladonna bolzanina vittima della «pornovendetta» del suo ex compagnosi prepara a chiedere il conto (penale e civile) all’uomo che,diffondendo via email una lettera piena di informazioni sulla suasfera sessuale, ha tentato di distruggerne la reputazione. Al di làdi un’eventuale causa civile con annessa richiesta di risarcimentodanni, il legale che difende la donna - l’avvocatessa bolzaninaSara Carsaniga - sembra convinta che il molestatore possa esserechiamato a rispondere di una notevole sfilza di reati, il cui«ammontare» sarà comunque legato alle modalità tecniche con cuil’uomo avrebbe messo in atto la sua trappola telematica.

Unatrappola telematica, visto che ha indirizzato foto e filmini hard atutti gli amici e conoscenti di lei. Si parte dalla diffamazioneaggravata dall’uso di Internet per passare alla violenza privata,la sostituzione di persona, la violazione della legge sulla privacy,sino alle molestie. Allegate alla denuncia, ci sarebbero delle nuoveprove che dimostrerebbero inequivocabilmente la responsabilitàdell’uomo nella vicenda. In particolare, si parla di uno sms in cuil’ex compagno ammetterebbe pacificamente la propria responsabilità;una sorta di atto d’autoaccusa ribadito in una telefonata alladonna (successiva alla pubblicazione del nostro articolo) cui hannoassistito testimoni oculari e nella quale l’uomo avrebbesostanzialmente detto all’ex compagna: «Mi spiace tanto, ma questate la sei proprio cercata».

«Laloro - ci tiene a precisare l’avvocatessa - non era affatto unarelazione clandestina. La mia cliente si era già separata da suomarito e intratteneva con quell’uomo una storia sentimentale deltutto normale, per cui parlare di amanti è improprio».

Uncaso di molestie estreme - «stalking», così viene definito - piùche una tremenda vendetta: così, almeno, la vede il legale dellabolzanina. L’uomo, lasciato a dicembre, non avrebbe accettato diessere messo da parte e avrebbe iniziato a tempestare di telefonate,sms e mail l’ex compagna, sino a quella mail piccante e rancorosa,spedita con l’account di lei: «La mia assistita - spiegal’avvocatessa - ha ricevuto quel messaggio di posta elettronicanella tarda serata del sei gennaio scorso e l’ha cancellato pocodopo». A tutti i destinatari dell’inoltro, esso è giunto ventiminuti dopo quella cancellazione: visto che la donna dice di non avermai rivelato la sua password all’ex compagno, quest’ultimo deveaverla carpita in altro modo. C’è un ipotesi, ed è che l’uomo -è confermato che si tratta di un piemontese, a sua volta divorziatoe padre di due figli - sia riuscito a «rubare» password eindirizzario email dell’ex compagna avendo avuto accesso al suo pc,in occasione di un guasto tecnico alla sua linea Adsl che si sarebbe«premurato» di risolvere.

(18gennaio 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/«pornovendetta»-la-vittima-denuncia-l-ex/2058472




 

 




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