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Il 70% degli abusi sessuali sui minori avviene in famiglia PDF Stampa E-mail
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venerd́ 15 febbraio 2008
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Il 70% degli abusi sessuali sui minori avviene in famiglia

Allenatori sportivi, sacerdoti, baby sitter, medici curanti, ma soprattutto i membri della famiglia, specie quella allargata. Sono questi gli autori delle violenze sessuali verso i minori. Non prendere le caramelle dagli sconosciuti non sembra invece una raccomandazione che basta, visto che solo il 23% degli abusi è ad opera di persone non conosciute. L’annuncio è stato fatto al IX Congresso Europeo di Ginecologia Pediatrica e Adolescenziale.

Il lupo di cappuccetto rosso è sempre in agguato. Dalla bambina piccolissima all’adolescente, una su cinque in Italia è vittima di un abuso sessuale. E l’abuso va dai palpeggiamenti al rapporto vero e proprio, all’esibizionismo, alla pornografia via Internet. E aumenta l’abuso, premeditato, da parte del branco. La denuncia viene da Firenze dalla giornata conclusiva del IX Congresso Europeo di Ginecologia Pediatrica e Adolescenziale presieduto dalla professoressa Vincenza Bruni.

“Il dato è preoccupante - dice il dottor Tiziano Motta, ginecologo della Clinica Mangiagalli di Milano e Consulente del Centro Soccorso violenza sessuale sempre alla Mangiagalli - e interessa appunto una minorenne ogni cinque. Si tratta di una stima , perché le denunce sono ancora molto poche, la punta di un iceberg. E per “minorenni” intendiamo le infanti (cioè piccoline non più neonate ma non ancora bambine), le bambine, le adolescenti fino alla soglia dei diciotto anni”.

“E per abusi sessuali - aggiunge il dottor Motta - non bisogna pensare solo alla violenza sessuale vera e propria, cioè al rapporto sessuale completo. Sono abusi anche le carezze sui genitali, i palpeggiamenti, i toccamenti con oggetti. Anche l’esibizionismo o il diffondere immagini di piccoli su giornali o siti destinati ai pedofili sono abusi sessuali che lasciano segni profondi su una bambina. Per non parlare poi dell’obbligo alla prostituzione. Le vittime spesso sono bambine molto piccole che non sanno ancora parlare, oppure hanno handicap o malattie croniche o sono figlie di famiglie disfunzionali. Il fenomeno degli abusi è in crescita tra le famiglie “allargate” nelle quali entrano nuovi soggetti”. Una realtà, quella italiana che, dicevamo, non si discosta da quella degli altri Paesi industrializzati. “Il 70 per cento di questi abusi - spiega la professoressa Francesca Navratil, Direttore di Ginecologia pediatrica e adolescenziale della Clinica Pediatrica dell’Università di Zurigo - avviene nella famiglia e nella cerchia delle conoscenze. Parenti, amici e vicini di casa. E poi in palestra, nei circoli sportivi, negli oratori, nelle scuole. Solo una minima parte avviene per mano di sconosciuti. E poi ci sono le violenze da parte di bambini su bambini più piccoli o di adolescenti su bambini”.

E’ tra le mura domestiche che si nasconde il lupo cattivo che, nella maggior parte dei casi, ha alle spalle lui stesso una storia di abusi quando era piccolino. “Il fenomeno sembra solo apparentemente in aumento - dice la dottoressa Metella Dei, Ginecologa endocrinologa del Servizio di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Università di Firenze e nuovo presidente della Società Italiana di Ginecologia pediatrica e adolescenziale - in realtà è che si fanno più denunce (anche se sono ancora molto poche) perché si parla di più del fenomeno e c’è una maggiore presa di coscienza. Ma stiamo ancora davanti alla punta di un iceberg. L’abuso non è legato, come erroneamente si ritiene, ad un istinto sessuale ma all’esercizio di un potere. I pedofili veri sono pochi rispetto al fenomeno che si registra in famiglia o nelle strutture vicine alla famiglia dove il potere si esprime anche con l’abuso. Invece gli abusi in alcune Istituzioni o strutture chiuse è legato anche alla repressione della sessualità”. Tanti gli abusi, poche le denunce, ancor di meno le condanne. “ Spesso la figura che tende a coprire chi commette gli abusi è soprattutto la madre - aggiunge Tiziano Motta della Mangiagalli - che, in qualche raro caso è connivente ma che solitamente copre il marito o il compagno per paura che, in caso di condanna, la famiglia si disgreghi. C’è anche il timore di rimanere da sola, senza sostentamenti e senza sapere come provvedere alla famiglia. Un silenzio, quello materno, che non conosce distinzioni di ceto sociale. Anzi, spesso il silenzio è ancora più forte nelle famiglie più ricche o con un ruolo sociale più in vista perché c’è la paura di non essere creduti data l’autorevolezza del nome della famiglia”.

Ma da Firenze viene anche un altro grido di allarme. A lanciarlo è il professore Giuseppe Benagiano, segretario della Federazione Internazionale di Ginecologia. “Sempre più a commettere un abuso sessuale su un minore non è un folle o una persona che “perde la testa”. Sempre più si tratta di un abuso organizzato, preordinato, frutto di una lucidità impressionante. E i recenti fatti di cronaca ce lo confermano”.

Le cifre degli abusi sessuali sui minori. Ecco le cifre secondo il Ministero degli Interni elaborate sui dati Istat fino al 1999 mentre per il 2000 si fondano sui dati operativi delle Forze di Polizia. Riguardano, ovviamente, le denunce. E’ bene ricordare che a partire dal 1996 gli indicatori statistici hanno incluso non solo la violenza carnale ma tutti gli abusi sessuali.

Nel 1999 in Italia sono stati denunciate 511 violenze sessuali contro minori di 14 anni. A partire dal 1990 c’è stata una continua tendenza al rialzo: nel 1998 si è registrato il più alto numero dei delitti (586) e di persone denunciate (606). Dal 1999 si è registrato un decremento delle denunce.

Analizzando i dati del 2000 si vede che le vittime sono soprattutto bambini (maschi e femmine) entro i 10 anni (su 690 casi , 301 riguardavano bambini entro i 10 anni, 222 bambini tra gli 11 e i 14 anni, 167 adolescenti tra i 15 e i 17 anni) e, complessivamente, le vittime minori di 14 anni rappresentano il 76% del totale delle vittime di violenze sessuali. Sempre nel 2000 oltre il 91% dei casi è avvenuto in danno di minori di nazionalità italiana. Le vittime sono soprattutto di sesso femminile (oltre il 67%).

Gli autori degli abusi sono nell’85% dei casi cittadini italiani e nel 77% dei casi già noti alla vittima in quanto parenti o comunque vicini alla famiglia. In ambito familiare, nel 2000, su 447 violenze sessuali gli autori dell’abuso riguardavano nella metà dei casi un conoscente. E poi un genitore. Ma non mancano nonni, fratelli, conviventi dei genitori. In ambito scolastico, sempre nel 2000, su 16 violenze sessuali 13 riguardavano insegnanti. E poi, in ambito sociale, sempre nel 2000 ci sono state violenze sessuali per mano di allenatori sportivi, baby sitter, medici curanti, sacerdoti. Su 616 violenze sessuali solo 143 riguardavano sconosciuti.


Tratto da Italiasalute.it

(Clicca qui per leggere l'articolo sul sito d'origine )


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