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Violenza Domestica
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giovedì 06 settembre 2007 |
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Mamme folli o senza cuore? Succede, molto raramente ma succede, che una madre possa uccidere il suo bambino, il fatto esce in cronaca e scatena una psicosi collettiva. Colpire un essere innocente e indifeso è già di per sé inaccettabile per la nostra civiltà, che poi a compiere il gesto sia la stessa madre, colei che per definizione dovrebbe invece prendersene cura, risulta anche totalmente incomprensibile. Per capire, allora, e soprattutto per allontanare il timore che a un omicidio così efferato possa di punto in bianco risolversi qualsiasi mamma, si ricorre immediatamente alla patologia psichiatrica. Medici, avvocati e giornalisti cominciano a scavare nella vita dell’omicida per scoprire il seme della follia, tutti convinti che una grave malattia mentale sia contemporaneamente causa, movente e attenuante di un simile gesto. Il binomio violenza/psicosi appare confortante per la coscienza del cittadino “normale” ma può rappresentare, per l’assassino un facile ricorso alla non punibilità, e per il malato un ingiusto pregiudizio di colpevolezza. La professoressa Isabella Merzagora Betsos, direttore della Scuola di Specializzazione di Criminologia Clinica, ci aiuterà in questa intervista a capire quale sia il limite che separa il raptus di follia dalla volontà di uccidere, e quale sia il legame tra normalità e consapevolezza delle proprie azioni. Raccomanda questo articolo... |
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